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Due opere di Gajoni donate al Comune. Rispettate le volontà dei fratelli Gazzarrini

12 Maggio 2023

Con una piccola cerimonia in Palazzo Comunale, il sindaco Simone Giglioli ha ricevuto in dono, in qualità di rappresentante della comunità di San Miniato, due quadri del pittore Antonio Luigi Gajoni (Milano, 1889 – San Miniato, 1966), di proprietà dei fratelli sanminiatesi Franco e Piero Gazzarrini. A consegnare le due opere sono stati i due esecutori testamentari, Anna Balducci e Pietro Santini, alla presenza del sindaco, dell’assessore Loredano Arzilli, del presidente della CRSM Antonio Salini Guicciardini, esperto d’arte, del pittore amico dei fratelli Gazzarrini, Gianfranco Giannoni e di alcuni parenti sanminiatesi.
Franco Gazzarrini (San Miniato, 1932 – Milano 2020) si laurea in chimica e, dopo un breve periodo negli USA, si trasferisce a Novara perché viene assunto all’Istituto di ricerca Donegani; qui entra a far parte del team guidato dal professor Umberto Colombo, responsabile della scoperta del Fomblin, un olio per motori utilizzato anche dalla NASA. Piero Gazzarrini (San Miniato, 1940 – Milano 2022) si laurea in economia e viene assunto alla Arthur Andersen a Milano, divenendo, per un periodo, anche revisore responsabile del bilancio Fiat.
I due fratelli mantengono nel tempo un legame molto stretto con San Miniato e con la casa della loro infanzia, in via Battisti. Appassionati, tra le altre cose anche d’arte, costruiscono un legame con il pittore Gajoni nei venti anni antecedenti alla sua morte, quando alloggiava, in affitto, nella casa del loro nonno. Per sancire lo stretto rapporto con la Città di San Miniato, inseriscono nelle loro disposizioni testamentarie l’espressa volontà di lasciare in dono due quadri del pittore milanese alla comunità di San Miniato, un gesto che, con la consegna odierna, trova pieno compimento. Si tratta di due opere “gemelle”, nelle quali sono raffigurati momenti di convivialità e svago di un gruppo di tre persone.
“Siamo onorati di questo dono che non è nostro ma della collettività; queste due opere, da oggi, entrano formalmente a far parte del patrimonio culturale cittadino e saranno esposte nei nostri palazzi, così da essere visibili a chiunque lo voglia – dichiarano il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli e l’assessore alla cultura Loredano Arzilli -. Sono due quadri che ritraggono scene di vita quotidiana, delicati e molto interessanti. Il gesto dei fratelli Gazzarrini ci riempie di gioia perché testimonia il grande legame che hanno sempre mantenuto con San Miniato, durante tutta la loro vita, nonostante abbiano lavorato fuori e abbiano anche risieduto lontano da qui. E per questo crediamo di interpretare l’emozione della nostra comunità ringraziando loro e i loro eredi per aver permesso che questa donazione divenisse realtà”.
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Antonio Luigi Gajoni (Milano 1889 – San Miniato 1966) frequenta i corsi dell’Accademia di Brera di Cesare Tallone ed i corsi di arte applicata al Castello Sforzesco. Uomo molto modesto, sviluppa la sua attività artistica in tre fasi distinte: fino al 1928 in Lombardia, poi fino al 1940 a Parigi, ed infine, fino alla morte, a San Miniato. In Lombardia, dopo gli studi, vive l’attività di “muralista”, dipingendo, dal 1914 al 1925, decine di affreschi, opere pubbliche e pale d’altare nelle province di Como, Milano, Pavia e Varese. Durante il periodo parigino (1928-1940) svolge un’intensa attività artistica e viene considerato uno tra i più validi pittori della cosiddetta “Ecole De Paris”, frequentando De Chirico, De Pisis, Severini, Severini (con il quale lavorerà nella chiesa di Notre Dame du Valentin a Losanna), Léger, Tozzi, Campigli. Fa parte del gruppo ‘Les Italiens de Paris’, che elaboreranno – ciascuno secondo la sua sensibilità – un moderno classicismo mediterraneo, confrontando il linguaggio della tradizione con le avanguardie espressioniste, cubiste e futuriste. Nel decennio 1930 – ’40, l’artista partecipa a quasi tutte le rassegne degli ‘Indipendants’; nel ’33 ottiene un premio alla storica esposizione dell’ Arte Italiana a Parigi e una sua opera la Vigna viene collocata al Petit Palais.
Dal 1935 insegna tecnica della pittura ad affresco all’Accademia parigina André Lhote e sempre a Parigi, nel 1950, partecipa all’importante mostra “Un secolo d’arte francese”, tenuta al Petit Palais. Tra il 1941 ed il 1942 dipinge il catino e la conca absidale, la cupola, l’arco trionfale, il soffitto e il battistero della Chiesa di Santa Lucia a Perignano. Proprio la grafica ne rivela la profonda assimilazione sia della tradizione che delle avanguardie storiche, tradotte in un linguaggio originale e autonomo. Nei nudi femminili del periodo francese che presentiamo il segno che costruisce i volumi tende a un’astrazione formale, mentre il chiaroscuro drammatico esprime un realismo dolente. Di un’intensità vibrante, i ritratti disegnati negli anni giovanili rivelano una straordinaria capacità di analisi psicologica. Nei bozzetti, infine, quel che sorprende è l’impasto cromatico, che sprigiona ora una luminosità che ricorda gli affreschi giotteschi ora stridori di stampo espressionista. Antonio Luigi Gajoni vive poi molti anni a Genova, per poi trasferirsi a San Miniato, in Toscana, dove muore nel 1966.