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Caso Re.Ri.T., il sindaco Giglioli interviene per fare luce su molte imprecisioni

11 Luglio 2023

“Allo stato attuale dei fatti la Re.Ri.T. è in debito verso il Comune di San Miniato diverse migliaia di euro per inadempienze contrattuali; prima di parlare di ‘grande vittima e grande danneggiata’ sarà dunque il caso di ripercorrere tutta la vicenda partendo dagli atti pubblici per dire come sono andate esattamente le cose”. Il sindaco di San Miniato Simone Giglioli affronta la questione del contenzioso in atto tra il Comune di San Miniato, la Re.Ri.T. e la Calcestruzzi Spicchiese srl, cercando di fare chiarezza su alcune parti del racconto riportato nell’articolo della stampa che non corrispondono alla verità dei fatti. “Il terreno di 4.501 metri quadri situato a San Miniato Basso, di proprietà del Comune di San Miniato, secondo il regolamento urbanistico vigente, è destinato ad “area produttiva di consolidamento”. Nel 2008 si trattava di ‘Area di completamento – destinazione produttiva’, dunque, con potenzialità edificatoria – spiega il sindaco -. Il Comune aveva approvato l’alienazione del terreno per il valore a base d’asta di 855.190 euro, sulla base di una perizia tecnica, ma l’asta pubblica per tale alienazione andò deserta”. In seguito a questo la Re.Ri.T., nel 2013, chiese al Comune la possibilità di acquisto del terreno con la formula dell’affitto con riscatto, per trasferire la propria attività dalla sede di Ponte a Egola dove, nel dicembre dello stesso anno, le sarebbe scaduto il contratto con un privato. “La giunta di allora approvò lo schema di contratto di locazione con patto di futura vendita, prevedendo un affitto di 5 anni, con scadenza al 31 dicembre 2018, l’erogazione di un canone complessivo di 100.000 euro e l’obbligo, entro tre mesi dalla scadenza del contratto, di concludere la compravendita saldando l’ulteriore importo di 550.000 euro al momento del trasferimento della proprietà, termine ultimo 30 marzo 2019 – prosegue il sindaco -. Il canone di locazione di 100.000 euro è stato pagato solo dopo varie diffide dell’ufficio tecnico comunale e non si è provveduto alla stipula del contratto di compravendita, nonostante l’obbligo che Re.Ri.T. si era assunta nei confronti del Comune”. Da qui sono iniziati gli gli incontri tra l’amministrazione comunale e il legale rappresentante della Re.Ri.T., Leonardo Marchetti, ma la società, tramite il proprio avvocato, ha comunicato al Comune di ritenere nullo il patto con riscatto e di ritenere automatico il rinnovo di 6 anni + 6 anni del contratto di locazione. “La Re.Ri.T. ha quindi continuato ad ad occupare l’area, nonostante il contratto fosse risolto e, ad oggi, è debitrice nei confronti del nostro Ente, per l’occupazione illegittima dell’area, di diverse migliaia di euro”, precisa ancora il sindaco Giglioli.
Il primo cittadino chiarisce poi anche la confusione circa la destinazione d’uso, precisando che, nel 2014, il terreno passa da “edificabile” a “non edificabile”, decisione imposta dalla situazione idraulica vigente; nel 2020 con la modifica del piano delle alienazioni viene meno la previsione di vendita del terreno e, nel 2021, il valore del terreno non edificabile scende quindi a 180.040 euro. “L’abbattimento del valore del terreno è figlio della declassazione avvenuta nel 2014, alla quale ci siamo adeguati nel rispetto della situazione idraulica vigente, che prevede un battente idraulico di almeno 2,5 metri – e prosegue -. E’ l’esatto opposto di quanto indicato nell’articolo e, come si vede dalla ricostruzione storica compiuta portando sul tavolo atti pubblici, frutto di un percorso lungo iniziato molti anni fa, dove ci sono stati molti passaggi intermedi”. 
L’ultimo punto sul quale il sindaco Giglioli desidera fare luce riguarda l’asta pubblica che si è conclusa con l’assegnazione del terreno alla miglior offerta (205mila euro) giunta dalla società Calcestruzzi Spicchiese srl“Al contrario di quanto riporta l’articolo in questione, all’asta pubblica non ha partecipato la Re.Ri.T., perché la società avrebbe dovuto prima adempiere ai propri debiti nei confronti del Comune, dato che continuava ad occupare illegittimamente l’area di nostra proprietà – prosegue il sindaco -. Pur di ovviare a quanto dovuto, ha partecipato invece la Marchetti srl (società unipersonale che fa capo al legale rappresentante della Re.Ri.T. ma che di fatto è un’altra realtà) con un’offerta che si però è fermata a 190.050 euro“. Nonostante le contestazioni da parte di Re.Ri.T. sulla legittimità dell’asta pubblica, contestazioni prive di fondamento, nell’aprile scorso il Comune ha stipulato il contratto con la Calcestruzzi Spicchiese srl e, pochi giorni dopo, sempre nello stesso mese, l’azienda di smaltimento dei rifiuti inerti ha convocato sia il Comune sia la società aggiudicataria dell’asta per tentare una mediazione. L’operazione ha avuto un esito negativo e, a giugno, Re.Ri.T. ha avanzato un esposto al Tribunale di Pisa con cui chiede che venga annullata la vendita derivante dall’asta, che venga accertata e dichiarata la validità del contratto di locazione e accertata la violazione del diritto di prelazione a favore di RE.RI.T. srl, con il diritto quindi di quest’ultima ad esercitare il riscatto nei confronti della Calcestruzzi Spicchiese srl. “Il Comune di San Miniato ha agito nel pieno rispetto delle leggi e nell’interesse del proprio patrimonio; siamo disponibili a collaborare con tutti gli organi di giustizia che vorranno fare ulteriore chiarezza su questa complessa vicenda, emersa attraverso una versione dei fatti che, purtroppo, non corrisponde in nessun modo a quanto realmente accaduto e documentato dagli atti pubblici – conclude il sindaco -. La nostra posizione è chiara e le nostre azioni anche, siamo fiduciosi che chiunque possa valutare quanto ho affermato accedendo agli atti pubblici depositati in Comune”.