Esplora contenuti correlati

Bando regionale sulla forestazione, San Miniato partecipa con un progetto su Ponte a Egola

26 Novembre 2020

Giglioli: “Con le urban forest avremo aree ad alta densità di verde e abbatteremo le emissioni”

Assorbire le emissioni di gas e sostanze inquinanti attraverso interventi di piantumazione e incremento del verde e ridurre le emissioni attraverso la realizzazione di piste ciclabili. E’ questo l’obiettivo del bando promosso dalla Regione Toscana e rivolto ai 63 comuni che presentano maggiore criticità in relazione ai livelli di qualità dell’aria, tra i quali San Miniato, al quale il Comune ha deciso di partecipare con un progetto specifico che riguarda due aree di Ponte a Egola: “San Miniato urban forest”.

“Il bando regionale al quale abbiamo partecipato e per il quale speriamo di poter avere il finanziamento all’inizio del nuovo anno, è un’occasione importante. Abbiamo stimato, in questa prima fase, sulla base delle condizioni ambientali e patrimoniali, un progetto integrato del valore di 400mila euro – spiega l’assessore all’ambiente Marzia Fattori – con l’obiettivo di rigenerare zone che stanno al confine con le aree produttive e marginali in disuso, che risultano sottoutilizzate o in declino, costruendo nuove isole verdi ad alta densità, spazi ed aree di fruizione ambientale, sportiva, culturale e sociale, aiutate dall’integrazione fra aree verdi e piste ciclabili”. L’amministrazione comunale si pone quindi l’obiettivo di ottenere questo finanziamento per poter realizzare un intervento che abbia risultati certi ed efficaci sull’ambiente, con un cofinanziamento del 90% da parte della Regione Toscana, pari a 360mila euro dei 400mila euro complessivi (40mila euro provengono invece dalle risorse comunali).

Due le aree scelte, entrambe a Ponte a Egola. “L’obiettivo è rinaturalizzare alcune zone di Ponte a Egola in modo sostenibile e socialmente inclusivo attraverso lo sviluppo di foreste urbane – spiega ancora l’assessore Fattori -. Si tratta di aree ad alta densità abitativa, come ad esempio il quartiere residenziale Leporaia, oppure aree artigianali ed industriali, come Pruneta, che saranno riprogettate in chiave green, attraverso la capacità naturale delle piante di abbattere le sostanze inquinanti, ripristinare il suolo e donare nuovi spazi alla comunità, trasformando le aree marginali in veri e propri centri verdi all’interno della città. Questo progetto offre un nuovo utilizzo degli spazi, più creativo e sostenibile, oltre a permettere un utilizzo migliore del parco fluviale e della rete della mobilità dolce, compreso il nuovo collegamento ciclabile tra Molino d’Egola e Ponte a Egola”.

“La partecipazione a questo bando è un passaggio molto importante sia perché la Regione ha stanziato un pacchetto di fondi molto appetibili, sia perché ci consente di attuare un progetto che va a beneficio del nostro territorio – dichiara il sindaco Simone Giglioli -. Si tratta infatti di avere la possibilità economica di realizzare un vero e proprio progetto integrato per l’abbattimento delle emissioni. San Miniato vanta centinaia di alberi di proprietà pubblica, anche centenari, che migliorano i viali, le strade e i parchi della città, e che generano benefici economici, producendo risparmi energetici, intercettando acqua meteorica e anidride carbonica e, a differenza di altre infrastrutture, aumentando di valore nel tempo. Il progetto che abbiamo realizzato porterà benefici ambientali, ecologici, economici e sociali, oltre a migliorare la salute, la qualità di vita, il benessere e la sicurezza dei cittadini – e conclude -. Sempre più dobbiamo andare nella direzione dello sviluppo delle Urban forest, soluzioni innovative per affrontare i problemi di uso sostenibile del territorio all’interno della città: quelle di Ponte a Egola diventeranno quindi aree ad alta densità di verde, immerse nella struttura urbana, che moltiplicano la capacità naturale delle piante di abbattere gli inquinanti, ripristinando, per la fruizione della comunità, il suolo e lo spazio inutilizzati, in modo che, aree marginali e in decadimento, diventino centri verdi attivi”.

Condividi: