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Una scuola al Museo, al via il progetto sperimentale

5 Settembre 2020

A San Miniato un’aula si trasferisce a San Genesio

Integrare in maniera permanente, per tutto l’anno scolastico 2020/2021, i 15 bambini della classe seconda della scuola primaria “Collodi” di Ponte a Elsa, all’interno del Museo Archeologico di San Genesio, in modo da costruire un progetto di reale e concreta educazione al patrimonio culturale. E’ questo l’obiettivo del progetto sperimentale “Una scuola al Museo”, che prenderà il via il prossimo 14 settembre, primo giorno di scuola, nel Comune di San Miniato (PI), un’idea nata dalla necessità di ripensare gli spazi educativi, a seguito dell’emergenza sanitaria, spingendo amministrazioni ed istituti comprensivi ad immaginare nuovi luoghi per la didattica.
A presentare questa sperimentazione sono il sindaco di San Miniato insieme alla vice ministra all’istruzione, scuola e ricerca, l’assessore ai lavori pubblici, il direttore dei Musei Civici Lorenzo Fatticcioni, Mariagrazia Tampieri responsabile dell’area funzionale per la tutela dei beni architettonici della Soprintendenza di Pisa, il professor Federico Cantini docente di archeologia medievale dell’Università di Pisa e direttore dello scavo archeologico di San Genesio e Andrea Fubini dirigente dell’Istituto Comprensivo “Sacchetti”.
Il Comune di San Miniato ha condiviso il percorso con l’Istituto comprensivo “F. Sacchetti”, la Soprintendenza Archeologica di Pisa e l’Università di Pisa che cura la parte relativa allo scavo archeologico, con l’intento di trasformare questa necessità in una opportunità per ripensare il legame fra scuola e territorio e fra scuola e cultura, in una prospettiva innovativa e sperimentale. Da qui è nato un piano pensato ad hoc per la scuola primaria “C. Collodi” di Ponte a Elsa, uno degli edifici con maggiori criticità a livello di spazi, per la quale il Comune ha già una progettazione definitiva ed esecutiva per la realizzazione di un nuovo polo scolastico.

La didattica
A livello disciplinare si potrà portare avanti un approccio multiplo che si concretizza attraverso due direttrici principali: un percorso di condivisione, monitoraggio e valutazione e uno rivolto in maniera più specifica agli studenti. “Una scuola al museo” prevede infatti un momento iniziale di condivisione degli obiettivi, delle finalità, della metodologia e dei bisogni formativi della classe e di ciascuno studente, fra docenti assegnati alla classe e gli eventuali operatori museali o esperti, incaricati di portare avanti la sperimentazione e la ricerca-azione.
Il Museo archeologico di San Genesio diventa quindi un ambiente innovativo e sperimentale di apprendimento specifico per gli studenti che lo abiteranno quotidianamente, fondamentale per inserire al suo interno ingredienti concreti e fattivi relativi all’esperienza quotidiana che si andrà a costruire durante l’anno fra i diversi protagonisti del progetto.
Nel mese di gennaio 2021 è previsto un monitoraggio per valutare le ipotesi di lavoro e la necessità di una loro rimodulazione, secondo quanto osservato e in base all’effettivo interesse da parte dei bambini. A giugno 2021, alla fine dell’anno scolastico, il progetto verrà infine condiviso fra personale docente e gli eventuali operatori museali, per una valutazione complessiva e un’eventuale rimodulazione per l’anno scolastico successivo.
Potranno inoltre essere previsti laboratori mirati alla conoscenza specifica delle tematiche inerenti museologia ed archeologia, attività tenute da operatori museali o esperti di settore, che lavoreranno con la classe sulla base della programmazione didattica e in condivisione con i docenti.

Adattamento dei locali del Museo
Gli adattamenti dei locali del polo museale di San Genesio non impattano sulle strutture perché si limitano ad attuare alcuni adattamenti impiantistici, ad individuare e separare gli spazi esterni e ad implementare alcune dotazioni di sicurezza. Gli interventi, una volta terminata l’emergenza da Covid-19, non andranno perduti perché migliorano ed amplificano la funzionalità complessiva della struttura e dei suoi spazi esterni, senza interferenza sulla originaria funzione/destinazione dello spazio, favorendone lo sviluppo. I lavori (costo complessivo 20mila euro) riguardano la sistemazione del resede esterno con la suddivisione dello spazio, in modo che possa essere utilizzato per l’attività didattica connessa a quella archeologica, oltre all’installazione di un nuovo cancello e le opere impiantistiche che interessano la porzione dello spazio interno riservato alla didattica.

Conclusioni
Questo progetto di integrazione fra educazione e cultura si configura quindi come una sperimentazione di comunità, la prima sul territorio regionale e tra le prima in Italia, che vede ogni attore coinvolto operare nella direzione dell’innovazione con uno sguardo all’apertura al territorio edalla comunità. Con l’educazione all’arte e all’immagine, soprattutto attraverso un approccio operativo di tipo laboratoriale ed esperienziale, i bambini hanno così la possibilità di sviluppare le capacità di osservazione e descrizione, leggendo e comprendendo le opere e gli oggetti ai quali si approcciano e si pongono, con un atteggiamento di curiosità e di interazione positiva verso il mondo dell’arte del proprio territorio.

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