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“Dante 4.0”, 100 canti in video declamati da Giovanni Terreni

9 Settembre 2021

Martedì 14 settembre San Miniato dedica una serata al sommo poeta

Nel giorno dell’anniversario dei 700 anni della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna il 14 settembre 1321, la Città di San Miniato renderà omaggio al sommo poeta con l’iniziativa “Dante 4.0”, una serata dedicata alla Divina Commedia. Martedì 14 alle 21.15, ai loggiati di San Domenico saranno proprio i versi del sommo poeta, declamati da Giovanni Terreni, i protagonisti di un evento organizzato dal Comune di San Miniato con la collaborazione dell’associazione Fiera del Libro Toscano, realizzato con il contributo della Regione Toscana (e inserito all’interno del cartellone delle iniziative toscane), con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e dell’Azienda Speciale Farmacie. Al centro dell’iniziativa ci sarà la declamazione del canto XIII dell’Inferno, del V del Purgatorio e del XXXIII del Paradiso, che sarà preceduta da un inquadramento delle cantiche a cura del giornalista televisivo Simone Bachini (Inferno), dalla professoressa Giovanna Baldini (Purgatorio), da don Francesco Zucchelli (Paradiso). Interverranno il sindaco di San Miniato Simone Giglioli e l’assessore alla cultura Loredano Arzilli.

Dante 4.0 è molto più di un’iniziativa – dichiarano i curatori dell’iniziativa Fabrizio Mandorlini, presidente dell’associazione Fiera di Libro Toscano e Simone Bachini, giornalista -. L’idea di questo progetto nasce da una particolare passione di Giovanni Terreni, un sanminiatese tra i più conosciuti declamatori italiani del sommo poeta, che conosce buona parte della ‘Divina Commedia’ a memoria, e che da molti anni declama i versi danteschi lungo la via Francigena o durante manifestazioni rievocative – spiegano -. Da qui l’idea di registrare l’intera ‘Divina Commedia’ declamata da Giovanni Terreni, utilizzando ambientazioni che variano a seconda dell’argomento del canto, delle città citate o di adattamenti liberi”.

Cento video che, a breve, saranno interamente e liberamente messi a disposizione sul web, nati dal profondo legame della Città di San Miniato con il sommo poeta. E proprio la Rocca di Federico II, il simbolo della Città per eccellenza, stabilisce questo legame. Nel XIII canto dell’Inferno Dante incontra il cancelliere imperiale Pier delle Vigne, uomo politico e letterato che, prima diviene amico di Federico II e suo cancelliere imperiale, in seguito cade in disgrazia, viene incarcerato e torturato. La Rocca di San Miniato diventa il luogo dove viene tenuto prigioniero, torturato e accecato. Nel 1249 muore sbattendo violentemente la testa nelle mura del carcere. Un targa alla base della Rocca ricorda questo fatto. Ma San Miniato e Dante sono legati anche dalla battaglia di Campaldino e dal Barone Mangiadori, esponente di una delle famiglie più importanti della Città (di cui ancora oggi si conserva il nome della strada dove sorgeva il famoso palazzo della famiglia), podestà a San Gimignano, a Colle Val d’Elsa e a Prato, per poi divenire Capitano del Popolo a Siena e successivamente a Volterra. Barone Mangiadori e Dante erano infatti parte della stessa Lega Guelfa che l’11 giugno 1289, nella battaglia di Campaldino, si scontrò con i ghibellini di Arezzo.

“Il Comune di San Miniato ha voluto realizzare questo archivio unico per valorizzare il legame tra Dante e la nostra Città e per offrire un moderno strumento alle scuole, attraverso il quale poter realizzare percorsi didattici mirati che aiutassero a diffondere la figura del sommo poeta tra i più giovani – dichiarano il sindaco di San Miniato Simone Giglioli e l’assessore alla cultura Loredano Arzilli -. Il nostro obiettivo principale resta questo, anche se siamo consapevoli di quanto questo archivio possa diventare uno straordinario strumento promozionale per far conoscere la città e il territorio sotto l’aspetto culturale e turistico. Abbiamo costruito il progetto attorno al ricco bagaglio di conoscenze di Giovanni Terreni, tra i più conosciuti declamatori italiani del sommo poeta – e concludono -. Ringraziamo Fabrizio Mandorlini e Simone Bachini che hanno dato vita a questo straordinario archivio, offrendo alla nostra comunità e a tutto il panorama culturale italiano un documento davvero unico che vogliamo mettere liberamente a disposizione di tutti”.

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